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“Inside out” – un film per tutti!


di Elisa Devrel

Come psicologa, non potevo non mancare alla visione del film d’animazione della Pixar-Disney “Inside out”. Vado al cinema raramente e, quindi, non mi permetto di dare alcuna valutazione su come sia fatto in termini tecnici il film, ma ci tengo a condividere alcune riflessioni sul mondo delle emozioni che ci abitano ogni giorno, in ogni momento.
“Emozione”, etimologicamente vuol dire: “portare fuori, smuovere”, esse sono un’agitazione, uno scuotimento che dall’interno “fuoriescono” e si manifestano. Le famose 5 emozioni di base (gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto) sono ben rappresentate nel film e quanto vorrei segnalare è come la gioia e la tristezza, le protagoniste del film, andando a braccetto, sembrano apparire come le più “fragili”. Infatti, chi non aspira ad essere felice o, diciamo, vivere in maniera serena? Ma quante volte, ci rendiamo conto che le nostre aspettative non corrispondono alla realtà? E così, capiamo che per poter vivere come desidereremmo idealmente, ci vuole del tempo per costruire tutte le nostre certezze e sicurezze, ma poi, basta poco che tutto sembra sparire velocemente. E appena scompaiono la felicità e la tristezza, prendono il sopravvento le altre emozioni, soprattutto la rabbia che invade la persona senza mezzi termini, la quale a volte viene bloccata dalla paura. Ma visto che la rabbia è evidente e spaventa chi la vede, la persona capisce che è meglio lasciare libero sfogo alla rabbia, apparendo così più forte e non ascoltare la paura o la vergogna. Soltanto con il ritrovamento di un momento di calma e di sé stessi, può ricomparire la tristezza e questo è, paradossalmente un segnale che la gioia può di nuovo fare capolino.
Quello che è ben evidente nel film e che vale nella vita nostra di tutti i giorni, di come certe emozioni che esprimiamo mascherano altre. Quanto volte possiamo reagire in una maniera sproporzionata o diversa da quella che in realtà viviamo? Per es., quante volte, davanti a delle situazioni che ci possono fare paura, reagiamo con delle manifestazione di rabbia?
Il film mostra bene come certe emozioni ci invadono (in questo caso la giovane protagonista che è arrabbiata e il suo unico pensiero è di tornare nella sua regione di origine) e impieghiamo del tempo affinché le riconosciamo e le riconduciamo alla realtà. È soltanto quando ne prendiamo coscienza, capiamo meglio quello che ci sta capitando, quello che ci ha smosso, riuscendo quindi a dare un altro senso a ciò che proviamo.
In conclusione, questo film, personalmente, è un valido strumento per conoscerci un po’ di più in maniera divertente, sia per grandi che piccoli! Quindi, un film per tutti!

Elisa Devrel

Sono nata nel 1982 e mi sono laureata in psicologia presso l’Università di Ginevra. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione. Le mie esperienze professionali si sono svolte e continuano tutt’ora a svolgersi, negli ambiti legati alla scuola, all’infanzia, all’adolescenza e, in generale, alla famiglia. Questi sono tutti temi da sempre a me molto cari.

Dopo alcune esperienze di volontariato in Etiopia con i Salesiani, sono stata attiva in qualità di membro della Commissione diocesana della Pastorale giovanile tra il 2008 e il 2013. Grazie a ciò ho partecipato a 3 Giornate mondiali della gioventù, in una della quali – quella di Madrid del 2011 – ho potuto conoscere il mio marito. L’interesse per i temi della Chiesa e il vivere la fede in maniera concreta, soprattutto nelle nostre comunità locali, sono presenti nella vita di tutti i giorni e con mio marito partecipiamo alla Pastorale Famigliare (abbiamo per es. animato un corso per i fidanzati).

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