Suor Sandra Künzli

Il nostro cuore inquieto trova la pace in Dio

«Ci hai fatti per te, o Signore e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.» Questa famosa frase tratta dal primo libro delle Confessioni di S. Agostino, ci fa pensare che, una volta raggiunta la nostra conversione, saremo finalmente in pace. Finché dura questa vita terrena, invece, saremo sempre afflitti nel cuore da una certa inquietudine: il desiderio di una maggiore intimità con il Signore, l’anelito per un amore sempre più grande per i fratelli, il desiderio di pregare meglio, di compiere meglio il nostro dovere… Queste sono cose buone, che dobbiamo chiedere umilmente al Signore nella preghiera. E’ il cammino di conversione che dura tutta la vita.

Il nostro cuore risposa in Dio, come afferma il salmo 62: «Solo in Dio riposa l’anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare». I nostri cuori, oltre che trovare la quiete in Dio, riposano anche nelle relazioni pulite, belle e disinteressate come l’amicizia. Scriveva S. Agostino: «Felice chi ama te, l’amico in Te, il nemico per Te». E ancora: «Quando ti compiaci dell’uomo in Dio, è di Dio che godi più che dell’uomo».

Dio è la sorgente della serenità e della pace e lo sarà maggiormente quanto più saremo uniti a lui nel dialogo amoroso che è la preghiera. Afferma Papa Francesco: «Se noi ci comportiamo come figli di Dio, sentendoci amati da lui, la nostra vita sarà nuova, piena di serenità e di gioia». «Manteniamo viva la nostra fede con la preghiera e i Sacramenti: siamo vigili per non dimenticarci di Dio». Quando preghiamo, riposiamo sul Cuore di Cristo e lui riposa sui nostri cuori. Siamo fedeli all’appuntamento quotidiano, tanto importante, della preghiera e ci sentiremo sempre in buona compagnia!

29 Settembre 2020 | 13:00
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