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Il Blog di Corinne Zaugg - Seconda puntata


Mentre i Mondiali di Beaver Creek si sono ormai conclusi, leggo sul Corriere del Ticino a firma di Giona Carcano una piccola intervista a Elia Zurbriggen, figlio della leggenda dello sci, Pirmin, che a questi mondiali ha fatto la sua prima importante comparsa sulle nevi internazionali. Alla domanda se i due si siano mai sfidati sulla neve, il figlio racconta questo piccolo episodio: “Certo, una volta lui prese i mei sci e io i suoi, un modello anni ’80. E’ stato divertentissimo, perché entrambi sembravamo dei principianti allo sbaraglio. E improvvisamente ci siamo resi conto di quanto lo sci sia cambiato in questi anni.” Scambiarsi gli sci: questo è la grande lezione che possiamo trarre da questo quadretto famigliare. I due non si sono sfidati ciascuno con i propri mezzi. Il padre non ha colto l’occasione di questa sfida per mostrare a sé e agli altri quanto ancora sia performante e il figlio non ha umiliato il padre con un arrogante esibizione di muscoli. I due si sono sfidati ciascuno con gli attrezzi dell’altro. Si sono, per così dire scambiati gli occhiali ed entrambi hanno potuto sperimentare non solo quanto lo sci sia cambiato in questi ultimi vent’anni, ma anche e soprattutto come sia diversa (e difficile!) la vita a seconda da dove la guardi. Un bel esercizio di empatia da imitare. Anche senza gli sci ai piedi!

Corinne Zaugg

Un marito, quattro figli, un cane. Da sempre scrivo: la vita, la gente, le cose. Per questo, dopo il liceo a Lugano, la facoltà di Lettere all’Università Cattolica. Dieci anni a Milano: la metropoli, ogni cosa a portata di mano, dal teatro alla brioche appena sfornata. Poi il ritorno in Ticino e l’inizio di una ininterrotta collaborazione con il Giornale del Popolo. Cronaca, pagine speciali e “La panchina”: rubrica a pié di pagina, spazio informale dove scambiare due parole su quello che passa per la testa e dal cuore.

Poi la scoperta di una nuovo mondo: quello dei cristiani perseguitati. Dal 2000, l’esperienza professionale con “Aiuto alla Chiesa Che Soffre” e tanti viaggi ai confini del mondo, là dove la fede fa la differenza. A volte addirittura tra la vita e la morte. Con tanti, nuovi incontri che segnano e cambiano. Mentre c’é spazio e tempo per sempre nuove passioni: per la storia e la vita delle donne, per esempio. Ieri e oggi. Qui e altrove. Nella società e nella Chiesa. Per arrivare ad oggi. Con un marito, sempre lo stesso, quattro figli ormai adulti e un cane. Diverso.

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