Marco Dania

Fidati!

Lo statista italiano Giulio Andreotti era famoso, fra le altre cose, per le varie battute di spirito che spesso citava in romanesco. Una di queste dice così: «A pensà male se fa peccato, ma ce s’azzecca». Un vecchio proverbio afferma: «Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». Dunque attenzione a dare troppo credito alle persone, non si sa come potrà andare a finire. E tu come la pensi? Diciamo la verità, nei rapporti umani, avere un po’ di diffidenza, è avere buon senso, perché i rischi, le delusioni, gli imbrogli sono sempre dietro l’angolo.

Ma ci sarà bene qualcuno di cui ci possiamo fidare? Beh in realtà, se per un attimo dimentichiamo questi luoghi comuni, ci rendiamo conto che noi ci fidiamo, eccome, e di tante persone. Per esempio, ci fidiamo che quello che mangiamo sia buono e non ci faccia male, ci fidiamo del nostro meccanico d’auto, del nostro medico, del dentista, dell’impiegato di banca e via di seguito. Se ci pensiamo bene, tutta la nostra vita si regge sulla fiducia. A volte però, ci sono situazioni in cui c’è chi non è onesto, chi racconta falsità, chi tenta di imbrogliarci e per questo nasce la sfiducia.

Ebbene, in questo tempo di grande incertezza, in cui tutto sembra vacillare, in un momento nel quale abbiamo paura di perdere la salute, il posto di lavoro, siamo insofferenti perché dobbiamo rimanere in casa, disorientati per le diverse posizioni di chi ci governa, io ti dico: «fidati!». Fidati della bontà degli esseri umani. Quanti esempi di generosità, dedizione, coraggio, abnegazione abbiamo avuto da parte del personale sanitario, ma non solo da parte loro. Quanto persone rimanendo puntualmente al loro posto di lavoro ci stanno garantendo non solo la sopravvivenza, ma anche una vita dignitosa. Allora fidiamoci gli uni degli altri, fidiamoci delle indicazioni che riguardano la nostra sicurezza, fidiamoci di chi ci cura e fidiamoci di noi stessi.

Abbiamo visto tanti cartelli con scritto: «Andrà tutto bene». A dire il vero non è che stia andando davvero tutto bene, la situazione è molto difficile, ma l’umanità ha tutte le risorse per venire fuori anche da questa crisi, anzi c’è chi nell’emergenza dà il meglio di sé. Ma se per me dovesse andare male, se dovessi ammalarmi, se dovessi perdere una persona cara, come è già avvenuto per molti? Se dovessi riscontrare che ciò è avvenuto per disorganizzazione, impreparazione, negligenza, come faccio a fidarmi ancora? È giusto fidarsi?

Se il nostro orizzonte è soltanto quello di questo mondo, quello dei nostri interessi, allora di fronte a questa situazione di crisi è ovvio che perdiamo la fiducia, ci scoraggiamo, andiamo in panico. Ma il nostro orizzonte non è solo quello di quaggiù. «Se siamo risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio» (Cfr Col, 3, 1). Innalziamo dunque il nostro sguardo ed apriamolo alla speranza. Per ciascuno di noi c’è un destino buono, quel disegno di salvezza portato a termine da Cristo risorto che, morendo sulla croce, ha donato la vita eterna a tutti coloro che credono in lui.

Allora ti propongo: «fidati di Lui». L’invocazione con la quale possiamo riassumere il messaggio della domenica della divina misericordia è veramente straordinaria: «Gesù, confido in te». Dice santa Faustina, riferendo quanto ha udito da nostro Signore, che è sufficiente dire questa invocazione con fede ed Egli ci accoglierà nel suo Regno. È questo il nostro destino: la felicità del cielo. Questa frase, però, non ci sostiene solo per raggiungere la vita del cielo, ma anche qui nella vita sulla terra. In ogni circostanza, nella buona come nella cattiva sorte, confida nel Signore, che ti accompagna con la sua divina Provvidenza.

Nessuno è mai davvero solo. In ogni momento, anche il più buio, Gesù è al nostro fianco e ci sostiene nella prova. Tutte quelle persone che sono morte sole, Maria, madre di misericordia, le ha accolte con un abbraccio e condotte da suo Figlio nei verdi pascoli del cielo. Finché siamo quaggiù il Signore ci accompagna con la sua presenza invisibile e silenziosa. Lui è il primo a fidarsi dell’uomo, a credere in ogni uomo. Forse noi non crediamo in Lui, ma Lui crede in noi, si fida di noi. Ci ha affidato il mondo intero. E allora noi fidiamoci di Lui. Tu fidati, forse non tutto andrà bene, ma tutto concorre per il nostro bene, per quel bene supremo che è la vita senza fine.

«Magra consolazione, intanto qui in questo mondo è un inferno.» No non è assolutamente così. Dipende da me, da te, da ciascuno di noi. Se ci fidiamo del Signore e ci fidiamo gli uni degli altri, non un inferno, anzi è l’inizio del Paradiso. La Madonna quando è apparsa a Lourdes ha detto a Bernadette: «Non ti farò felice in questo mondo, ma nell’Altro». Spesso abbiamo interpretato questa frase ritenendo che non possa esserci felicità su questa terra. Ma la giusta interpretazione è la seguente: «Non ti farò felice secondo la logica di questo mondo, ma dell’Altro.» E se vai a Lourdes lo sperimenti, vedi che anche gli ammalati hanno volti felici, perché vivono secondo la logica dell’Amore. Allora è giunto il momento di fidarci gli uni degli altri, di fidarci del Signore e realizzare quella nuova umanità che Egli è venuto ad inaugurare. Fidati!

20 Aprile 2020 | 12:24
coronavirus (314), fiducia (5)
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