Federico Anzini

Evviva i nonni!

Eccoci alla quarta puntata del percorso «Primi passi» (vedi blog precedente). In questa puntata parliamo di quella grande risorsa che sono i nonni. Le situazioni sono le più diverse: nonni «giovani» o in là con gli anni; vicini o lontani (non solo geograficamente – infatti sempre di più tra le generazioni ci possono essere molte differenze!). C’è chi può/vuole occuparsi dei nipoti solo saltuariamente e chi in tempi fissi e più prolungati.

Ma i nonni sono una soluzione per genitori super indaffarati?

Ovviamente la responsabilità dei figli è sempre e solo dei genitori quindi è opportuno che trascorrano la maggioranza del tempo con loro perché per costruire una buona relazione ci vuole tempo. Se la nonna passa più tempo della mamma con il bambino, la relazione primaria c’è l’ha la nonna! E questo non va bene.

L’amore è alla base dell’educazione, amore che è «volere il vero bene» del bambino cioè la sua crescita come uomo con i valori e le virtù che gli permetteranno di sviluppare le sue potenzialità. I nonni hanno questa base spontanea d’amore per i nipoti, ma devono «concordare un progetto educativo» con i genitori al fine di non remare in direzioni opposte. E questo oggi è più faticoso che in passato perché possono esserci meno valori condivisi.

E’ necessario quindi fare un lavoro di condivisione. Non dimenticando che l’educazione ha le sue radici nell’infanzia perché le basi della fiducia e della confidenza, necessarie ai genitori per esercitare l’autorevolezza, si gettano nella relazione coltivata già nella prima fase della vita.

Chi deve parlare con i nonni quando qualcosa non funziona, il figlio o la nuora/genero?

Prima di tutto è bene non mettere in opposizione le due coppie di nonni, ma mediare le situazioni difficili, e cercare di evitarle: ogni nonno ha le sue doti, capacità e debolezze.

Nel caso di contrasti è più facile che parli il figlio, anche se talvolta questo genera più facilmente discussioni, mentre con il genero o la nuora, per rispetto, la nonna accetta più facilmente le osservazioni. Insomma dipende dalle situazioni e dal tipo di confidenza che hanno le persone.

Di fatto si costruisce una buona relazione quando da ambedue le parti ci si impegna ad avere una buona comunicazione, quindi è bene domandarsi che tipo di comunicazione ho con i genitori d’origine?

3 Maggio 2017 | 11:35
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