Suor Sandra Künzli

Due martiri agostiniane: Suor Esther e suor Caridad

Suor Esther e suor Caridad sono state beatificate nella cattedrale di Oràn in Algeria, l’8 dicembre 2018, insieme ad altri 17 compagni (tra cui i 7 monaci trappisti di Tibhirine). Queste due suore avevano in comune l’ideale missionario agostiniano. Nella Regola così esorta S. Agostino: «Diffondete il buon profumo di Cristo, non come schiave sotto la legge ma come donne libere sotto la grazia». Realmente le nostre due consorelle erano donne libere: lo hanno dimostrato con la determinazione con cui hanno dato la vita per Cristo, per essere fedeli fino in fondo all’ideale evangelico. Hanno deciso di restare in Algeria a fianco dei loro fratelli e sorelle, sebbene sapessero di essere oggettivamente in pericolo per la minaccia dei terroristi. Dicevano: «Nessuno può toglierci la vita perché noi l’abbiamo già donata». La loro morte non è una sconfitta ma una vittoria, come recita un’antifona del comune dei martiri: «Gioia nel Cielo per gli amici di Dio. Hanno seguito le orme di Cristo, hanno versato il sangue per suo amore; con Cristo regneranno senza fine».

Ma chi erano queste due suore? Suor Caridad Alvarez (45 anni) e suor Esther Paniagua (61 anni) decisero molto presto di seguire la via della consacrazione e lasciarono la Spagna per recarsi in missione in Algeria, come religiose agostiniane. Si dedicavano ai bambini, ai malati e agli anziani ed erano benvolute da tutti. Suor Esther diceva: «Per me in questo momento il modello perfetto è Gesù. Soffrì, doveva vincere le difficoltà e si concluse con il fallimento della croce, dal quale nasce la fonte della vita».

Vennero uccise dai terroristi, il 23 agosto del 1994. La loro vita, si potrebbe riassumere con queste parole: «Quando si ama qualcuno non lo si abbandona nel momento della prova. E’ il miracolo quotidiano dell’amicizia e della fraternità».
Dal Cielo, queste due beate, intercedono per noi e ci aiutano ad arrivare un giorno là dove loro sono approdate, ricche dei meriti della passione di Cristo. Esse contemplano la bellezza del Volto di Dio, lo amano e lo lodano, unite alla grande famiglia agostiniana, come affermava il santo vescovo d’Ippona: «L’eterno giubilo della nostra vita futura, sarà la lode di Dio».

1 Dicembre 2019 | 22:27
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