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Digiuna


C’è un tempo per ogni cosa. Un tempo per ridere e un tempo per piangere. Un tempo per lavorare e un tempo per riposare. Un tempo per mangiare e un tempo per digiunare. Oggi Vorrei parlarti proprio del digiunare. Ci hai mai provato a saltare un pasto o addirittura a non mangiare per un’intera giornata? Sono molti ai nostri giorni coloro che ci richiamano l’importanza del digiuno per la nostra salute fisica e psichica. Chi rinuncia al cibo e beve molta acqua, purifica il proprio organismo, diminuisce di peso e recupera più tempo ed energie. Digiunando si impara a controllare la fame in eccesso e a vincere la tentazione di mangiare per compensare qualche nostra frustrazione. Dimmi la verità, anche tu qualche volta mangi ancora qualcosa dopocena. Ti piazzi davanti alla tv, sprofondi sul divano e cedi volentieri alla tentazione di sgranocchiare qualcosa. Oppure ti capita di essere invitato per un aperitivo e poi giunto a casa mangi comunque. Se pratichi il digiuno impari ad avere una disciplina, a dominare te stesso e tutti i tuoi appetiti. Il digiuno, inoltre, ci rende meno aggressivi, più calmi, lucidi e ci apre alla meditazione. Non so se ti sei accorto, ma siamo entrati in quaresima, il periodo in cui la Chiesa si prepara alla Pasqua. E per preparaci bene ci invita anche al digiuno, in particolare al venerdì, giorno della settimana in cui facciamo memoria della passione e morte di Gesù. Per noi cristiani, quindi, il digiuno acquista un significato ben più ampio. Non è semplicemente una pratica salutista, ma ci ricorda che: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” e come dice Gesù stesso: “Mio cibo è fare la volontà del Padre mio!” Il digiuno è, perciò, un invito a nutrirci della Parola di Dio perché diventi nostro pane quotidiano e ad esercitare la vera giustizia. Se digiuno, posso provare sulla mia pelle quello che sperimentano coloro che non hanno a sufficienza da mangiare e donare l’equivalente del costo del pasto in elemosina. Ma c’è infine un altro aspetto ancora molto più ampio del digiuno, cioè quello di concepirlo come una rinuncia, un sacrificio in vista di un un’ideale da realizzare: una vita più sobria, più spirituale, più solidale. Allora qui ti sono offerte tante possibilità di rinuncia per questi beni più grandi per esempio… Beh pensaci tu, ti sarà già venuta in mente qualche idea. Per amore di Cristo e dei fratelli sono tantissime le rinunce che potremmo fare, non voglio darti suggerimenti, impariamo piuttosto dai santi o anche semplicemente dai nostri genitori. Quante rinunce hanno fatto per noi?

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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