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Democrazia, dove sei finita?


Scherzando sull’elezione di Trump, qualcuno mi diceva “C’è da chiedersi se la democrazia non sia andata troppo in là!”. In realtà questa battuta nasconde una riflessione interessante: ciò che viene deciso dalla maggioranza è davvero ciò che è meglio per tutti? Quando poi ci riferiamo all’ambito legislativo questa domanda si potrebbe tradurre in questo modo: tutto ciò che è legale, è anche buono per me?
Ultimamente abbiamo assistito ad un ampio dibattito sulla morte assistita, dovuto alla triste storia di dj Fabo. Premetto che il mio non è un giudizio sul suo caso in quanto ho conosciuto qualcuno che a causa di un incidente è diventato tetraplegico e so che le sofferenze fisiche e umane sono enormi ed è molto difficile affrontarle. Dalle discussioni emergeva come il fatto che in Italia non sia legale, venga visto come una privazione di libertà che lede ai diritti della persona. Quando San Paolo si confronta con le leggi dell’impero romano, afferma “tutto mi è lecito! Sì, ma non tutto giova” (1Cor 6,12). La questione non si porta quindi sulla legalità o meno di una cosa, ma sulla sua bontà.
Il cristiano è posto in ultima istanza davanti alla sua coscienza. Il libero arbitrio è il dono più prezioso che abbiamo poiché Dio non ha imposto il suo volere ma ci ha voluti liberi. Tutta la storia della salvezza racconta di questa libertà umana che può allontanarsi e ritornare a Lui: “io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male […] scegli dunque la vita” (Dt 30,15/19). Non si tratta di una raccomandazione etica ma di un invito ad una pienezza di vita: scegli ciò che ti fa vivere!
Qualsiasi fondamentalismo, religioso o ideologico, mina a questa libertà. A volte non sarebbe più facile seguire una legge alla lettera, senza riflettere, piuttosto che scegliere secondo coscienza con il rischio di sbagliarsi? Non preferiremmo ogni tanto un Dio che ci dica cosa fare piuttosto che il laborioso discernimento?
La nostra grandezza e nel contempo fragilità sta proprio in questo, nella nostra capacità di determinazione. La Sua Grandezza e Fragilità è nell’Amore che ci libera dalla schiavitù della legge per renderci figli.

Manuela Masone

Consacrata, attualmente è membro della Commissione di Pastorale Giovanile della Diocesi di Lugano. Lavora presso l’amministrazione pubblica nell’ambito del turismo e degli eventi. L’incontro con alcuni giovani cristiani all’età di 16 anni, le permette di scoprire Dio come Amore e quest’esperienza caratterizzerà la sua vita.

Dopo una formazione commerciale e qualche anno di esperienza lavorativa, a 20 anni lascia il Ticino per il Vallese dove inizierà un percorso in una nuova comunità nella quale maturerà la chiamata alla vita consacrata e si impegnerà nell’evangelizzazione e nell’accompagnamento vocazionale di giovani in Svizzera, Francia e Italia. In questi anni studia prima al Teresianum a Roma (teologia spirituale) e poi a Lugano, dove otterrà il bachelor in filosofia.

Il suo desiderio di vivere la consacrazione “fra la gente” la porterà riprendere la vita lavorativa e di impegno nella società e a orientarsi alla forma di vita consacrata dell’Ordo Virginum.

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