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Decalogo per genitori che intendono rovinare i figli


Vorrei presentarvi, in alcune puntate, il “Decalogo per genitori che intendono rovinare i figli”, scritto da don Chino Pezzoli, sacerdote che nel 1982 ha fondato a San Giuliano Milanese (MI) presso Milano, la “Comunità Promozione Umana”. È dotato di fine umorismo e ha compilato questo decalogo, facendo tesoro dell’affermazione di un sacerdote che lavora tra le persone emarginate di Verona: “I nostri giovani sono stati allevati nella bambagia e non hanno imparato a superare i problemi”, , pubblicato nel 1995 nel libro “Preti di strada”. È un libro che fa riflettere, come pure il decalogo che è duro, ma realista, nato dagli incontri con ragazzi e genitori, motivo di una seria e profonda meditazione.

Primo: Fin dall’infanzia date a vostro figlio tutto quello che vuole, non deve essere privato di nulla ed è importante che apprenda, fin da piccolo, che la famiglia e la società lo “devono” mantenere.

Secondo: Se dice una parolaccia, se vi risponde arrogantemente, se disobbedisce e si ribella ai vostri ordini, non reagite, abbiate pazienza, fategli un sorrisetto; lui sempre deve sentirsi importante, divertente, al centro dell’attenzione.

Terzo: Non dategli nessuna educazione umana e spirituale, aspettate che sia lui a decidere i suoi comportamenti; anzi, ditegli che non intendete frustrarlo con norme ed insegnamenti, ma lasciatelo a se stesso nella selva dei suoi desideri. Così proverà tutte le emozioni.

Come vi sentite? Si può leggere questi primi tre “comandamenti” come molto provocatori nei confronti dei genitori, ma quante volte ci si sente smarriti davanti ai comportamenti dei propri figli? Quante volte ci si domanda quale educazione dare ai propri figli, sperando che questi non si rivoltino per avere meno conflitti possibili? È giusto rifletterci e… alla prossima puntata!

Di Elisa Devrel

Elisa Devrel

Sono nata nel 1982 e mi sono laureata in psicologia presso l’Università di Ginevra. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione. Le mie esperienze professionali si sono svolte e continuano tutt’ora a svolgersi, negli ambiti legati alla scuola, all’infanzia, all’adolescenza e, in generale, alla famiglia. Questi sono tutti temi da sempre a me molto cari.

Dopo alcune esperienze di volontariato in Etiopia con i Salesiani, sono stata attiva in qualità di membro della Commissione diocesana della Pastorale giovanile tra il 2008 e il 2013. Grazie a ciò ho partecipato a 3 Giornate mondiali della gioventù, in una della quali – quella di Madrid del 2011 – ho potuto conoscere il mio marito. L’interesse per i temi della Chiesa e il vivere la fede in maniera concreta, soprattutto nelle nostre comunità locali, sono presenti nella vita di tutti i giorni e con mio marito partecipiamo alla Pastorale Famigliare (abbiamo per es. animato un corso per i fidanzati).

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