Federico Anzini

I capricci esigono una fermezza affettuosa

Siamo giunti alla terza puntata del percorso «Primi passi» (vedi blog precedente). Il tema è di quelli «scottanti» soprattutto se si hanno bambini piccoli. Impiegare ore per mettere a letto i pargoli o convincere i più recalcitranti ad uscire di casa, anche se piove un po’, per prendere una boccata d’aria, invece che guardare la TV, sono esperienze che… accorciano la speranza di vita dei genitori di una decina d’anni! Meglio attrezzarsi con qualche consiglio pratico.

 

L’età della scoperta dell’io

Tra i 2/3 anni il bambino comincia a riconoscere se stesso allo specchio. É l’età in cui incomincia a dire «io» e sente l’impulso di opporsi alla volontà degli altri, specie a quella dei genitori. Per lui è una scoperta entusiasmante poter dire «no!». E’ soggetto a frequenti scoppi di collera, sordo a qualsiasi richiamo. Se gli si chiede di restituire un gioco grida: «E’ mio!».

La mamma è la persona a cui è più attaccato/dipendente perciò non è strano che proprio verso di lei si dirigano le sue opposizioni.

 

I divieti dei genitori

A 2 anni il bambino comincia a muoversi in autonomia, vuole toccare tutto ma gli manca il senso del pericolo. Non capisce le proibizioni perché non ha ancora sviluppato il pensiero logico. I lunghi ragionamenti con lui non servono.

Per ridurre al minimo la «guerra domestica» non c’è altra strada che proteggere il bambino da se stesso, per esempio installando blocca finestre, coprendo le prese elettriche, togliendo tutti gli oggetti fragili, preziosi o potenzialmente pericolosi. Solo in questo modo sarà più facile esigere il rispetto di qualche regola (no con le scarpe sul divano, no con i pennarelli sul tappeto…).

 

Ambiti educativi fondamentali

Nei primi anni di vita sono 4: sonno, alimentazione, igiene e ordine. Occorre regolamentare questi ambiti e dare al bambino qualche buona abitudine. Ciò infonde sicurezza e fiducia. Tutto dipende però dall’atteggiamento dei genitori, dallo loro fermezza affettuosa, dalla loro intesa senza cedimenti.

Gli obiettivi educativi devono essere pochi, essere concreti, posti uno per volta. Verificare sempre se sono stati o no raggiunti, per esempio: mettere in ordine le pantofoline, lavare le mani prima di sedersi a tavola, andare a dormire quando lo stabilisce la mamma, non mangiare le caramelle prima del pranzo, …

 

I capricci «senza motivo»

Di solito nei capricci dei bambini vi è sempre una ragione ed è importante scoprirla. Lo si può fare solo mettendosi nei loro panni, adottando il loro punto di vista. Succede ad esempio quando nasce un fratellino e il più grande si sente trascurato, messo da parte.

Le ragioni possono essere diverse, dipende da bambino a bambino, da situazione a situazione ma quasi sempre dietro i capricci si nasconde un desiderio di essere accolti e amati.

Col pianto il bambino mostra la sua rabbia, ma questo non deve diventare un’arma di ricatto verso i genitori. Utile lasciare che si calmi da solo accompagnandolo con la nostra presenza affettuosa ma anche con una sorta di «indifferenza» alle sue grida.

Dopo il capriccio è bene ricucire subito il rapporto, senza musi lunghi e silenzi che il bambino subisce dolorosamente. Bisogna spiegargli perché si è comportato male ma che, malgrado questo, gli vogliamo ancora bene.

7 Marzo 2017 | 07:00
educazione (34), famiglia (91), figli (7)
Condividere questo articolo!