Cristina Vonzun

Avvento: una candela contro l'attesa aggredita

Cari naviganti, l’Avvento è il periodo di 4 domeniche prima di Natale voluto dalla Chiesa per prepararci alla memoria della nascita di Cristo, gustando l’attesa. Ma cos’è in realtà oggi, o meglio, in cosa si è trasformato questo Avvento? Da tempo di «attesa», intriso dei ritmi caldi e lenti dell’inverno, è diventato una corsa a tutta velocità verso il Natale, con calendari che si intasano di eventi, cene prenatalizie, appuntamenti di ogni tipo, anche religiosi, che si sovrappongono, nello stile del «chi più ne ha, più ne metta». A me questo Avvento più che tempo di silenziosa e meditativa attesa, sembra un mercato impazzito in cui tutti corrono ad occupare gli spazi di tempo ancora vuoti. Per carità, socializzare va bene, offrire proposte anche, ma non si sta esagerando? Non si rischia di svuotarlo invece di riempirlo questo povero Avvento? Così, sul filo del ritmo che diamo alla vita si paventa ai nostri occhi il pericolo di un Avvento aggredito nei suoi significati, trasformato in mega bancarella e svuotato, alla fine, di quello che è essenziale, per essere riempito da tutto, ma non dal Tutto. Un pericolo davanti al quale ognuno di noi dovrebbe accendere una candela interiore che gli segnali un possibile limite da non valicare, per non aggredire ulteriormente questo tempo religiosamente significativo e non perderlo insieme a tante altre cose ormai bruciate su un altare ondeggiante in una società liquida, immersa in un’epoca nuova, dove tutto è rapidizzato.

1 Dicembre 2018 | 00:52
attesa (5) , avvento (33) , riflessione (6)
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