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Attendi


Non so tu come ti comporti ma io, se posso, cerco sempre la via più rapida: al casello dell’autostrada, alla cassa del supermercato, quando sono in giro a piedi. Sia perché spesso sono di fretta, sia perché non mi piace aspettare. Mi sembra di perdere tempo. Ciò purtroppo non mi succede solo nella vita pratica, ma anche nei rapporti. Nelle relazioni con le persone, a volte, faccio fatica ad attendere e sono un po’ sfuggevole. Vorrei, quindi, imparare ad aspettare. C’è una bellezza tutta speciale nelle attese. Ovviamente mi riferisco alle attese significative della vita. Alle attese che ci riscaldano il cuore e ci aprono in una dimensione più vera dell’esistere. La vita è fatta di attese. L’attesa di diventar grandi, l’attesa della promozione, delle vacanze, di un amico lontano, di un posto di lavoro, dell’amata/o e finalmente l’attesa del matrimonio e l’attesa di un figlio. Chi sa attendere, sa amare. Se vuoi davvero imparare ad attendere guarda una donna incinta. Con quale trepidazione, con quale gioia, con quale pazienza attende il bimbo che porta nel grembo. E poi, quando lo dà alla luce, la sua attesa colma di speranza è premiata da un dono immenso: una nuova vita.
Sì davvero, vorrei imparare ad attendere di più, vorrei imparare a preparare gli incontri della giornata. Voglio davvero provarci. Stasera devo incontrare delle persone e voglio sin d’ora prepararmi all’incontro con loro, aprendo il mio cuore. C’è una pagina conosciutissima della letteratura mondiale che ci insegna ad attendere. È il dialogo tra la volpe e il piccolo principe nel famoso libro di Antoine de Saint-exupéry. La volpe insegna al piccolo a creare dei legami. Dice la volpe: “ Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami! Bisogna essere molto pazienti. Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ci vogliono i riti, che fanno un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.” La Chiesa nella sua sapienza ci propone dei riti, per intensificare i rapporti, per vivere con gioia le attese della vita, proprio come suggerisce la volpe. Siamo in Avvento, tempo in cui attendiamo la venuta del Salvatore. Nella prima domenica ci concentriamo nell’attesa della sua seconda venuta alla fine dei tempi. Nelle altre viviamo l’attesa del ricordo della sua nascita. Avvento tempo di attesa, di silenzio, di preghiera, di calma, di vigilanza. Tempo per costruire legami, tempo per preparare il cuore alla venuta di Cristo. Viviamo questo tempo meraviglioso con Maria e imparando da Maria, donna dell’attesa.

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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