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“Amarsi da sposi cristiani, una scelta da coraggiosi”


di Elisa Devrel

Titolo che mi ha colpito, sul Giornale del Popolo dello scorso giovedì 7 maggio, e che mi ha invogliato a leggere la catechesi del Papa sul matrimonio e la famiglia.

Si è coraggiosi a decidersi di sposarsi? Non avevo mai preso così in considerazione il coraggio come un elemento importante nella decisione di sposarsi. Si sa che la coppia, prima di intraprendere questo passo, cerca di valutare i sentimenti che provano l’uno per l’altra e la reciproca intensa che hanno instaurato con il tempo. Ognuno conosce i difetti, i pregi e i valori del proprio partner ed immagina i progetti che vorrà realizzare nel loro futuro. E poi? Poi, in circostanze diverse arriva la decisione di sposarsi. Ma perché il Papa dice che si è coraggiosi? Perché “la decisione di sposarsi nel Signore contiene anche una dimensione missionaria, che significa avere nel cuore la disponibilità a farsi tramite della benedizione di Dio e della grazia del Signore per tutti. Infatti gli sposi cristiani partecipano in quanto sposi alla missione della Chiesa. Ci vuole coraggio per questo! Perciò quando io saluto i novelli sposi, dico: “Ecco i coraggiosi!”, perché ci vuole coraggio per amarsi così come Cristo ama la Chiesa”. […] “La Chiesa, per offrire a tutti i doni della fede, dell’amore e della speranza, ha bisogno anche della coraggiosa fedeltà degli sposi alla grazia del loro sacramento, […] del loro quotidiano cammino con tutte le gioie e le fatiche che questo comporta in un matrimonio e in una famiglia”. Quanto scrive il Papa mi colpisce tanto in quanto mi rendo conto che ogni coppia che si sposa ha la grazia di ricevere un sacramento, ma che viene continuamente messa in discussione nella vita quotidiana. Per questo ci vuole coraggio, ma forse, quello che ci vuole comunicare il Papa, è che l’amore di una coppia non deve restare intimo e all’interno della coppia stessa, ma ci incoraggia a mostrarlo e a testimoniarlo con le persone che ci stanno intorno e in questo modo diventiamo, senza esserne sempre consapevoli, dei missionari.

Elisa Devrel

Sono nata nel 1982 e mi sono laureata in psicologia presso l’Università di Ginevra. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione. Le mie esperienze professionali si sono svolte e continuano tutt’ora a svolgersi, negli ambiti legati alla scuola, all’infanzia, all’adolescenza e, in generale, alla famiglia. Questi sono tutti temi da sempre a me molto cari.

Dopo alcune esperienze di volontariato in Etiopia con i Salesiani, sono stata attiva in qualità di membro della Commissione diocesana della Pastorale giovanile tra il 2008 e il 2013. Grazie a ciò ho partecipato a 3 Giornate mondiali della gioventù, in una della quali – quella di Madrid del 2011 – ho potuto conoscere il mio marito. L’interesse per i temi della Chiesa e il vivere la fede in maniera concreta, soprattutto nelle nostre comunità locali, sono presenti nella vita di tutti i giorni e con mio marito partecipiamo alla Pastorale Famigliare (abbiamo per es. animato un corso per i fidanzati).

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