Corinne Zaugg

Adriana Zarri: teologa, scrittrice, eremita o «semplicemente una che visse»?

Sono trascorsi ormai 10 anni e qualche manciata di giorni, da quel 18 novembre del 2010 in cui Adriana Zarri, con un mazzetto di fiori freschi tra le mani e il Vangelo aperto al brano della Samaritana, tornò alla casa del Padre. La conoscenza di questa donna da parte del pubblico, come spesso accade, è fortemente condizionata dall’anagrafe. Per chi è nato intorno alla metà del secolo scorso fu «pietra»: per alcuni d’inciampo, per altri, miliare. Segnò il suo tempo: aprì vie, scese in piazza, scrisse sui giornali, pubblicò libri, partecipò a dibattiti, tenne rubriche, denunciò, testimoniò, ma soprattutto, visse. E fu proprio così che volle definirsi: «Semplicemente una che vive». Mariangela Maraviglia, dottoressa di ricerca in Scienze religiose, ha voluto riprendere proprio questa frase per metterla quale titolo alla biografia che ha dedicato ad Adriana Zarri, nel decennale della sua scomparsa, edita per Il Mulino. Mi viene da sfogliarlo a partire dalla fine, questo volume. Partendo dalle undici pagine dedicate all’indice dei nomi; per poi passare ai ringraziamenti: quattro pagine fitte di nomi; passando attraverso le dieci pagine di bibliografia; per giungere, infine, alle note che rappresento, solo loro, quasi un terzo del volume. Cifre, numeri che da soli ci parlano di lei: della fittissima trama di amici che seppe crearsi attorno, delle relazioni che a tutt’oggi ancora esistono grazie a lei, dell’enormità del suo impegno pubblicistico e letterario, e di quanto ancora di lei si potrebbe scrivere e raccontare, se Mariangela Maraviglia non avesse scelto di rinviare alle note, approfondimenti e testi. Adriana Zarri parlava di teologia quando alle donne questo ambito era precluso. Infatti non frequentò università, ma studiò per conto suo. La cifra della sua vita fu questa capacità tutta femminile di impastare la fede con la vita. Fu «madre» del Concilio, perché -pur senza avervi partecipato portò sin da subito le sue istanze nel cuore. Impaziente di tradurle in vita, di portarle in quel mondo che frequentava con la penna, ma da cui manteneva le distanze, vivendo in maniera monacale, per lunghi anni anche, da eremita. Affascinante la stagione che trascorse alla cascina «Molinasso», sola tra rose antiche, oche, conigli, galline, cani e gli amati gatti. «Non fu – come scrisse nel 1975 agli amici – un ritirarsi come in un guscio di lumaca, al riparo dalle difficoltà di tutti, e neppure un abbandono del «campo» dettato dalla stanchezza o dalla disillusione. Fu la scelta di un luogo felice dove incontrare Dio e gli uomini. La profezia di un mondo nuovo che è alle porte (…) più vicino a quei nuovi cieli e nuove terre, promesse dall’Apocalisse». Adriana -negli anni caldi della contestazione- si espresse a favore dell’aborto e per il divorzio. Posizioni che costarono a lei e ai suoi libri, l’emarginazione ecclesiale. A spingerla verso queste posizioni, lei così innamorata della vita e dell’amore, la convinzione, che «la lotta all’aborto si fa attraverso una maturazione di coscienza e non con l’imposizione legislativa e che nel caso del divorzio, occorreva «distinguere tra norma etico-religiosa e legislazione civile». Figura intransigente, «difficile», certamente scomoda come scomodi furono don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, padre David Maria Turoldo, padre Giovanni Vannucci, ma che seppe dialogare con tutti: fosse attraverso le pagine di «Rocca», quelle de «Il Manifesto» o ancora in chiusura della trasmissione televisiva «Samarcanda», all’interno della quale, Michele Santoro le aveva riservato una rubrica fissa. Mai le venne, inoltre, a mancare il sostegno del cardinale Carlo Maria Martini, quello di mons. Luigi Bettazzi o del suo editore, Gribaudi, lo stesso di don Alessandro Pronzato. A dieci anni dalla sua scomparsa, restano l’esempio della sua vita semplice, della sua fede anticonformista e incarnata e il ricordo «della sua bellissima faccia antica», come ebbe a definirla il critico televisivo, Beniamino Placido.

Corinne Zaugg

12 Gennaio 2021 | 07:09
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