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Accetta-ti


Con questo tempo così instabile, c’è il rischio che diventiamo tutti un po’ instabili. Cambiamo umore, siamo agitati, percepiamo un certo malessere. Ho l’impressione che la cosiddetta meteoropatia ci stia un po’ influenzando. La meteoropatia è quell’insieme di disturbi che colpisce corpo e psiche a seguito di bruschi cambiamenti di tempo. Si va dal mal di testa, alla perdita del sonno, a una sensazione diffusa di malessere, ecc. Dunque, ci dobbiamo attrezzare per non lasciarci colpire da questo malessere, che a volte è proprio un malessere dell’anima, un malessere interiore. Non sai cosa ti prende, ma stai male. E se questo malessere può essere causato almeno in parte dal tempo, molto spesso si manifesta anche quando il tempo è stabile, come un malessere che ha una causa più profonda. Io penso che la causa sia la difficoltà che a volte abbiamo ad accettare la realtà e noi stessi. È vero che tutti ci sentiamo in qualche modo investiti dell’impegno della trasformazione del mondo e del miglioramento di noi stessi, ma ciò non potrà mai avvenire se non siamo capaci di accettare il mondo e noi per quello che siamo. Non ti pare? Facciamo qualche esempio semplice, un po’ da ridere, per intenderci bene. Immaginiamo una moglie che, al marito appassionato di calcio, tifoso sfegatato, nel giorno della finale della champions league in cui gioca la propria squadra, chieda di andare a vedere insieme con lei uno spettacolo teatrale di un autore iraniano. Ti sembra possibile che il marito accetti? Oppure, pensiamo a un padre che pretenda dalla figlia diciottenne che ha programmato da mesi di andare a vedere il concerto del cantante rock preferito che giunge nella propria città, voglia che in quella stessa serata la figlia vada con lui a una mostra filatelica. Ma dai? La stessa cosa può riguardare anche pretese sulle cose o su noi stessi. Bisogna che accettiamo gli altri e il mondo per quello che sono. È questo il primo gradino per la felicità. Accontentati di ciò che hai, considera gli altri per quello che sono e non per come li vorresti. Non intendo dire che non devi cercare di rendere te stesso e questo mondo un po’ migliori. Ma, senza essere fatalista, accetta la realtà che ti è data e cogline la bellezza. Soprattutto accetta te stesso, riconosci i tuoi limiti, ma anche i tuoi doni, le tue virtù. II Signore ci ha posto nel giardino della vita e desidera che noi possiamo fiorire così come siamo.

Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle, ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita”.

(Martin Luther King)

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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