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Abbracci


di Alberto Palese

Abbraccio numero 1 (tra persone e i diversi saperi che portano in sé)

Nel mio post precedente ho annunciato l’imminenza di due incontri riguardanti il rapporto tra scienze naturali e fede. Uno è previsto per stasera, alla Facoltà di Teologia di Lugano un grande esperto e brillante divulgatore, Ludovico Galleni, incontrerà Gilberto Isella e me per parlare del futuro del pianeta a partire da evoluzione ecologia e teologia cristiana. Un’occasione di formazione aperta a tutti che permetterà di scoprire quanto di bello ed entusiasmante ci sia dietro alle solite sterili polemiche tra estremisti (atei e credenti) di cui si sente così poco il bisogno. Uno sguardo fresco e stimolante sulla storia del mondo, il suo futuro e il nostro compito può essere un contributo vitale per la nostra società.

http://www.istitutorete.ch/31-maggio-2016-costruire-la-terra-incontro-con-ludovico-galleni/

Venerdì 13 maggio invece si è tenuta ad Ascona si è tenuto l’incontro “Fede e scienza per un nuovo umanesimo” organizzato dal Rinnovamento dello Spirito all’interno di una serie di eventi che hanno arricchito la novena di Pentecoste. Tre relatori tra loro molto diversi si sono incontrati e hanno condiviso alcuni pensieri. Io ho parlato del rapporto tra fede e scienze naturali, il prof. Alessandro Bertirotti si è concentrato sulle neuroscienze mentre la dr.ssa Valorani si è dedicata alle nuove tecnologie della procreazione. La cosa che mi ha profondamente colpito è stata l’attenzione dei numerosi uditori, ampiamente sopra la media per eventi del genere. Per due ore tra relazioni e domande – e dopo una intensa giornata di lavoro per la maggior parte dei presenti – il pubblico ha seguito con concentrazione e simpatia aumentando l’entusiasmo dei relatori e animando un prezioso dibattito. Esiste un grande interesse diffuso per tutti i temi che emergono dal contatto tra le scienze naturali e la filosofia e la teologia. A tutti i livelli, dalla semplice curiosità infantile alla riflessione più specializzata. Perché l’incontro tra modelli scientifici e tecnica con le nostre convinzioni su ciò che è giusto o sbagliato, su cosa abbia senso e cosa no avviene quotidianamente. Per l’uso che facciamo o dobbiamo fare della tecnologia, per il contatto con la medicina e le scelte che ci chiede di fare, per le domande che sorgono riguardo a quello che succede nel nostro io.

Purtroppo però è una disciplina che molto raramente entra nel curriculum di studi di qualsivoglia formazione, come se fosse una curiosità per eccentrici appassionati. Ben vengano quindi iniziative come questa! Stasera vi aspettiamo per una nuova occasione!

 

Abbraccio numero 2 (Tra il papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyb)

Molto si è parlato di questo abbraccio. Indubbiamente un gesto importante in un mondo segnato da così tanti conflitti. Un gesto che ognuna delle due guide ha rivolto al popolo. Ma avranno fatto bene? I commenti autorevoli si sono moltiplicati. Il papa “è mal consigliato”? O è stato un gesto coraggioso di pace? L’incontro aiuterà a scegliere le tensioni o ad acuire le tensioni? Difficile fornire una risposta definitiva.

Vorrei soffermarmi solo su un aspetto. Alcuni hanno sottolineato come i problemi e le incomprensioni siano tutt’altro che risolte, e che quindi quest’abbraccio sia stato poco opportuno e potesse magari rinforzare chi nel mondo islamico sia poco propenso alla ricerca di una mediazione. Il papa si sarebbe quindi in un certo senso piegato alle loro richieste. Perplessità più che legittime, ed è giusta l’attenzione con cui viene passata al vaglio, e anche criticata, ogni osservazione del Pontefice su quest’argomento. Anche Benedetto XVI fu molto criticato, e tornò anche allora l’osservazione che fosse mal consigliato…

Però io ho visto un Papa che ha abbracciato l’Imam, prima che le questioni siano risolte, prima che sia stato compreso lo sforzo degli ultimi pontefici per la pace, quando ancora non tutti vogliono la pace. Cosa altro dovrebbe fare? Cosa di più grande?

 

 

Alberto Palese

Nato nel 1966 a ridosso del confine italo-svizzero nella stessa zona di frontiera è cresciuto e ha studiato. Sposato con un figlio. Laureato in Biologia e Dottore in Teologia, nella sua vita ha fatto principalmente l’insegnante, professione che gli suscita sempre entusiasmo, e qualche mal di capo. Oltre che alla formazione e al lavoro si è dedicato alla musica e ad esperienze di volontariato nella cooperazione internazionale, nel commercio equo e in tanti altri formidabili incontri con uomini e donne di questo tempo.

Negli anni ha avuto allievi di tutte le età e ha avuto la fortuna di insegnare diverse materie. Attualmente è docente di scienze naturali nelle Scuole Medie cantonali e coordinatore dell’istituto Religioni e Teologia della Facoltà di Teologia di Lugano. Appassionato del rapporto tra scienza, cultura e religione continua a esplorare il mondo lungo le frontiere tra genti, discipline, pensieri, nazioni.

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