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9'000 porte contro milioni di muri


 

di Davide De Lorenzi

L’uomo da sempre traccia confini. Confini di caccia, di terre, di città, confini nazioni, di terreni, di case, …  Così facendo distinguiamo l’umanità in base a categorie stabilite dai vari muri che erigiamo, muri tra un dentro e un fuori, tra il “mio” e lo “straniero”, tra chi ce la fa e chi non ce la fa. Anche in Svizzera e in Ticino in molti (la maggioranza, guardando l’esito di certe votazioni recenti) sostengono questa politica dei muri. Perfino nella Chiesa in molti nel passato (e nel presente?) hanno tracciato farisaici confini della salvezza e della perdizione eterna, per etichettare le anime come fossero il Padre Eterno.

La non-cultura delle barriere e dei muri non può essere la risposta alle problematiche del presente:

“I muri costruiti intorno a entità politiche non possono sbarrare l’ingresso a chi sta fuori senza rinchiudere chi sta dentro, non possono dare sicurezza senza fare dell’ossessione securitaria un sistema di vita …. Invece della società aperta che intendono difendere, creano un’identità collettiva sempre più chiusa e controllata”.

(Wendy Brown – Stati murati, sovranità in declino – anticorpi Laterza)

No, non vogliamo chiuderci nella paura, non vogliamo erigere barriere che ci isolano e che  limitano il nostro orizzonte e la nostra libertà, escludendo chi ha bisogno. L’attesa del Natale alle porte va in questa direzione: spianare le valli, colmare i solchi… Anche nella Chiesa cattolica da due anni a questa parte stanno avvenendo segni impressionanti che vanno in questa direzione. I “200 anni di ritardo” denunciati a suo tempo dal cardinal Martini si stanno rapidamente sgretolando, sotto il passo deciso di papa Francesco che ha appena aperto il Giubileo della Misericordia. L’apertura non di una Porta Santa ma di 9’000 Porte Sante (cifra destinata a salire) sparse in tutto il mondo è un altro gesto impressionante del papa, una specie di dichiarazione di guerra di misericordia: porte che si aprono nelle basiliche di pietra per aprire le porte di ogni cuore. Altro che muri, spalanchiamo le porte!

 

Davide De Lorenzi

Classe 1975, originario di Claro (TI) sono sposato e padre di due bimbi. Dopo gli studi universitari a Friborgo sono rientrato in Ticino, dove insegno storia geografia in una scuola media dal 2000.

Oltre a famiglia e lavoro sono appassionato di escursioni in montagna e con la mountain bike. Mi piace viaggiare, anche solo con la mente, e pensare. Spero di farlo anche scrivendo.

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