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3° puntata ed ultima del Decalogo per genitori che intendono rovinare i figli


di Elisa Devrel

In questa terza e ultima puntata, affrontiamo i “comandamenti” restanti proposti da don Chino Pezzoli nel “Decalogo per genitori che intendono rovinare i figli”.

Settimo: La casa sia ricca, abbondante di cibo, di vestiti, di musica, di televisione. La mamma prepari saporosi pranzi, vestiti firmati, il bagno, il letto per far riposare e rilassare il “cocco” affaticato, estenuato dal divertimento.

Ottavo: Prendete le sue difese contro i vicini di casa, gli insegnanti, gli agenti dell’ordine, il partner che lo ha lasciato o il principale che lo ha licenziato; perché tutti sono prevenuti contro vostro figlio. Il suo narcisismo, in questo modo, diverrà lo stile per presentarsi agli altri.

Nono: Se si mette in guai seri con qualcuno o con la giustizia, giustificatelo dicendo che sono stati gli amici o l’ambiente che frequenta a trascinarlo nell’errore e dichiarate, davanti a lui, di essere consapevoli e comprensivi delle difficoltà che incontra. Così non avrà alcun senso di colpa.

Decimo: Se poi vostro figlio, in seguito, vi disprezzerà, vi umilierà e non avrà nessuna stima e riconoscenza verso i suoi genitori, ripetete pure la solita esclamazione: “abbiamo sbagliato tutto”.

 

Questi “comandamenti” vertono sulla riflessione del concetto di responsabilità. È vero che i genitori sono i primi responsabili della crescita e dell’educazione dei propri figli, ma è anche vero che, in questo percorso di crescita, gli stessi genitori devono essere capaci di trasmettere il senso di responsabilità ai figli che impareranno passo dopo passo ad assumersi. Così facendo, la nostra futura società sarà in mano a persone responsabili e rispettose di tutte le persone che incontreranno sul loro percorso.

E allora, cari genitori, non abbiate paura di essere talvolta impopolari con i vostri figli!

Elisa Devrel

Sono nata nel 1982 e mi sono laureata in psicologia presso l’Università di Ginevra. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione. Le mie esperienze professionali si sono svolte e continuano tutt’ora a svolgersi, negli ambiti legati alla scuola, all’infanzia, all’adolescenza e, in generale, alla famiglia. Questi sono tutti temi da sempre a me molto cari.

Dopo alcune esperienze di volontariato in Etiopia con i Salesiani, sono stata attiva in qualità di membro della Commissione diocesana della Pastorale giovanile tra il 2008 e il 2013. Grazie a ciò ho partecipato a 3 Giornate mondiali della gioventù, in una della quali – quella di Madrid del 2011 – ho potuto conoscere il mio marito. L’interesse per i temi della Chiesa e il vivere la fede in maniera concreta, soprattutto nelle nostre comunità locali, sono presenti nella vita di tutti i giorni e con mio marito partecipiamo alla Pastorale Famigliare (abbiamo per es. animato un corso per i fidanzati).

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